Bisteccopoli: «Si riciclavano soldi della camorra»

L’ipotesi di reato è a carico di Mauro e Miriam Caroccia: lei era la socia dei biellesi di Fratelli d’Italia nel ristorante romano

Indaga per riciclaggio e intestazione fittizia dei beni la Direzione distrettuale antimafia di Roma, con l’aggravante di averlo fatto «al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso»: è pesante l’ipotesi di reato sulla Bisteccopoli romano-biellese che per ora vede indagati Mauro e Miriam Caroccia, padre e figlia, il primo in carcere per essere stato fiancheggiatore della famiglia camorrista dei Senese, la seconda nemmeno ventenne e socia di maggioranza di “Le 5 forchette”, l’impresa fondata nel dicembre del 2024 a Biella con i vertici di Fratelli d’Italia biellesi come soci: detenevano quote il parlamentare ed ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, l’assessora regionale Elena Chiorino, il consigliere regionale Davide Zappalà e l’assessore ai Lavori pubblici a Biella Cristiano Franceschini. La sede di “Le 5 forchette” ha ancora sede in città, all’indirizzo di via Pietro Micca dove c’è lo studio professionale di un altro assessore comunale, Amedeo Paraggio.

L’ipotesi di reato è contenuta, come riportano le edizioni web dei quotidiani nazionali di lunedì 30 marzo, nel decreto con cui la Procura di Roma ha fissato gli interrogatori di Mauro e Miriam Caroccia che sono formalmente accusati di «reinvestire anche in fase di avviamento, proventi delle attività illecite del clan così da ostacolare la possibilità di accertamento della loro provenienza delittuosa». Il ristorante nato da “Le 5 forchette” è la Bisteccheria d’Italia: i Caroccia lo gestivano direttamente, come dimostrano foto e video. E altre testimonianze hanno mostrato Andrea Delmastro tra i commensali sia della bisteccheria di via Tuscolana sia del precedente locale dei Caroccia, “Da Baffo”; già messo sotto sequestro nella precedente inchiesta per riciclaggio.

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