Caso delle firme sulle mozioni, il Pm: «Archiviate»
La richiesta dopo l’esposto di maggio del sindaco Marzio Olivero che ora aggiunge: «Non ci opporremo»
Lettura 1 min.Il pubblico ministero ha richiesto l’archiviazione sul caso delle firme “copia-incolla” sulle mozioni presentate dall’opposizione in Consiglio comunale a Biella: è lo stesso Comune a darne notizia, dopo che il caso era stato aperto quattro mesi fa da un esposto del sindaco Marzio Olivero. Non è la parola fine sulla vicenda giudiziaria perché l’ultima parola spetta al giudice per le indagini preliminari, che però si trova sulla scrivania il parere di chi ha condotto le indagini.
Risale a maggio la segnalazione del primo cittadino, accortosi che su almeno due documenti consegnati e protocollati dai consiglieri di opposizione, le firme che avrebbero dovuto essere autografe erano in realtà state ritagliate e aggiunte prendendole da un’altra mozione. Erano le settimane in cui il clima era infuocato per il caso-Bisteccopoli che aveva portato alle dimissioni da assessore ai Lavori pubblici di Cristiano Franceschini, oltre a quelle da sottosegretario di Andrea Delmastro e da vicepresidente della Regione di Elena Chiorino. E quelle mozioni erano state presentate per chiedere conto dell’operato di un altro assessore, Amedeo Paraggio, che in quella vicenda aveva il ruolo di commercialista che ospitava la sede della società con cinque azionisti biellesi e la figlia diciannovenne di un ristoratore romano, nel frattempo condannato in via definitiva come prestanome della camorra.
Olivero aveva parlato di atto dovuto per la presentazione dell’esposto in Procura, concetto che ribadisce anche la nota ufficiale di palazzo Oropa, annunciando che non si opporrà all’eventuale archiviazione: «La pagina che si chiude, è bene precisarlo, non è una pagina che questa amministrazione ha gradito aprire, sia perché è su piani diversi che desidera avvenga il confronto tra le forze politiche sia per ovvie ragioni di immagine dell’Ente. Per questi motivi quanto accaduto deve necessariamente richiamare in ogni amministratore il dovuto senso di responsabilità e prudenza rammentando che esistono doveri ai quali non ci si può sottrarre e ai quali non si può chiedere, a chi ricopre ruoli analoghi o simili ma con identici obblighi, di sottrarsi».
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