Il negozio che realizza il sogno della neopensionata
Pronto all’inaugurazione “Armadio ritrovato” che riaccende una luce in via Italia tra le vetrine spente di Riva
Lettura 1 min.«Era il mio sogno» racconta Filomena Di Palo, pensando al suo nuovo negozio di abbigliamento vintage e di seconda mano. Aprirà in Riva sabato 26 settembre, con una piccola festa di inaugurazione, e riaccenderà una delle vetrine di un angolo di Biella dove la crisi del commercio sembrava toccarsi con mano, tra saracinesche abbassate e cartelli di “affittasi”. “Armadio ritrovato” invece ha scelto proprio via Italia 88 come sua prima casa. E la nascita dell’iniziativa imprenditoriale è il frutto di un desiderio coltivato a lungo. «Sono in pensione da tre mesi» racconta la titolare. «E non vedevo l’ora di coronare il sogno che ho sempre accarezzato». Ovvero aprire un negozio di abbigliamento, che sarà anche un piccolo laboratorio di sartoria. «Mi metterò a disposizione per piccole riparazioni» spiega Filomena Di Palo. «Il mestiere che ho sempre fatto, in fondo: per trent’anni ho lavorato in maglieria».
Poi la pensione e la decisione di investire sul suo sogno, in un momento in cui quando si parla di commercio si pensa alla crisi che sembra irreversibile. E se anche nel tratto di Riva il nome è quello di via Italia, da sempre il salotto buono della città, è proprio quello il segmento che più ha patito negli ultimi anni la chiusura di numerose attività e la fatica a rimpiazzarle. Negli ultimi tempi si è aggiunto anche il prolungamento della zona a traffico limitato, che non per tutti i negozianti è stata considerata come un vantaggio.
Ma Filomena Di Palo pensa solo all’entusiasmo con cui è pronta ad affrontare la nuova avventura. Ma perché proprio in Riva? «Sono di Vigliano, non avevo legami particolari con il quartiere» dice. «Ma un’amica ha un negozio simile proprio da quelle parti e mi ha proposto uno spazio per rendere concreto il mio sogno. Ero quasi stupita della proposta: vengo lì a farti concorrenza, le dissi. E lei: no, vieni a collaborare». E così al sogno grande se n’è aggiunto un altro che, chissà, potrebbe diventare un progetto: «Sarebbe bello se Riva diventasse il distretto del vintage».
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