L’area verde della Malpenga
per ora resterà abbandonata

Bocciata in consiglio comunale la mozione presentata da Paolo Calabrese: chiedeva il recupero dello spazio

Vigliano

Si è conclusa con la bocciatura da parte della maggioranza la mozione dedicata all’area verde della Malpenga proposta da Paolo Calabrese, consigliere di minoranza a Vigliano. Il documento presentato dall’esponente dell’opposizione conteneva la richiesta di recuperare lo spazio che dal periodo della pandemia si trova in stato di abbandono. «L’area è un importante luogo di aggregazione, meta di passeggiate per le famiglie» ha spiegato Calabrese mercoledì sera, durante la seduta del consiglio comunale. «Oggi lo stato di degrado non consente di utilizzarla: chiedo che sia organizzato un sopralluogo con tutti i consiglieri per valutare l’inserimento del recupero dell’area nell’ambito del progetto che riguarda il parco fluviale sul torrente Cervo. Sarebbe opportuno inserire questo spazio verde riqualificato nell’ambito dei percorsi sentieristici del nostro territorio».

Da parte dell’amministrazione comunale però al momento non c’è l’intenzione di intervenire. Lo ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Valeriano Zucconelli: «La valorizzazione delle aree verdi è un tema a cui siamo sensibili. Ma durante il Covid abbiamo optato per la chiusura. Il progetto per il recupero dello spazio accanto alla Malpenga è di circa 100mila euro: abbiamo partecipato a bandi per ottenere finanziamenti, ma nessuno di questi è andato a buon fine».

Tra le perplessità espresse da Zucconelli c’è la posizione decentrata dell’area picnic. «Si aggiunge il fatto che l'ecosistema in quella zona è vulnerabile: si trova accanto all’area Valgrande, dove si era verificata una frana. Fino al 2019 l’area era utilizzabile perché c’era una persona che si occupava della gestione, era una sorta di custode. Oggi la riapertura richiederebbe la presenza di un gestore, che comporterebbe una spesa annuale di oltre 20mila euro. Queste considerazioni ci hanno portato a considerare l’intervento non tra le nostre priorità. In più la riqualificazione dell’area non potrebbe essere inserita nella rinaturalizzazione della zona del torrente Cervo: non ha attinenza con l’intervento di miglioramento delle acque. Auspichiamo di riuscire a ricomprendere l’area in una convenzione con attività private presenti nei dintorni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA