Marocco-Francia, al maxischermo festa senza vittoria

Tanta gente e tanto tifo in piazza Falcone. Ma in semifinale vanno “les bleus”. E prima di andarsene c’è chi ripulisce

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«Per favore dateci una mano a ripulire la piazza, shukran». Cioè grazie: dice così la voce dell’uomo che, a mezzanotte passata, sostituisce quella dei telecronisti della Rai. E finisce con uomini e donne, ragazzi e ragazze (e perfino un carabiniere in divisa) che inseguono con i resti di lattine e bottigliette quelli che girano per piazza Falcone con il grande sacco di plastica. Poteva essere una festa più grande. Lo è stata lo stesso per un nutrito gruppo di persone (più di 200 di sicuro) che ha seguito Marocco-Francia sul maxischermo. Con loro Mohamed Es Saket, il consigliere comunale e portavoce dell’associazione Al Huda, che ha messo i soldi per noleggiare il grande televisore, due assessori (Edoardo Maiolatesi e Giacomo Moscarola) e altre due consigliere, Camilla Nodari e Sara Novaretti. Il risultato è stato lo stesso del 2022: 2-0 per “les bleus”, che però a differenza di tre anni e mezzo fa non hanno lasciato scampo agli avversari. Anche la tifoseria della piazza se n’è resa conto, accendendosi di rado. Certo, c’è stato l’inno nazionale cantato a squarciagola. E poi il rigore che Bounou ha parato a Mbappé che ha fatto esplodere la gioia.

Ma poi non ce ne sono state altre, se non quella di stare insieme e condividere (anche con qualche italiano presente in piazza) una serata in cui il calcio ha unito, regalando un po’ di orgoglio delle radici ai nuovi biellesi che hanno rispolverato la vecchia bandiera rossa con la stella verde. C’erano anche le forze dell’ordine schierate in forze. Ma è stata una serata per famiglie, così tanto che quando un tifoso, dopo il rigore parato, è balzato in prima fila per fare un gestaccio a Mbappé, poi si è girato a braccia alzate verso le donne e i bambini seduti davanti chiedendo scusa. Unica noterella stonata, quell’automobilista che a partita finita ha festeggiato con il clacson davanti agli spazi ancora affollati. Ma in piazza la risposta è stata l’indifferenza: avevano da fare a ripulire.

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