Torrido, disidratato, meraviglioso “Concertozzo”

Tra i diecimila della maratona musicale a oltre 30 gradi di piazza Falcone lunghe code per l’acqua e 45 soccorsi

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«Dovete lasciarci il modo di dimostrare i nostri talenti» ha quasi urlato dal palco Dante Belisari, a metà “Concertozzo”, dopo aver premesso: «Sono autistico e ne sono fiero». La stessa faccia di suo padre ma con milioni di riccioli in testa, il figlio di Elio ha regalato forse il momento più emozionante della lunga serata di piazza Falcone. «Al Concertozzo di Bergamo faticava a parlare, oggi fa il corista» ha detto il padre orgoglioso, definito dal sedicenne Dante «quello pelato con le sopracciglia folte», prima dell’immancabile abbraccio. Il “forse” legato al momento più emozionante è perché sul palco è salita anche Letizia, capelli biondi, occhiali e una storia che l’ha resa il simbolo di PizzAut, la mini-catena di ristoranti di Nico Acampora che è partner ufficiale della manifestazione e modello per chi considera le persone con autismo una risorsa e non un peso. «Lei non sapeva leggere né scrivere» ha premesso Acampora. «Oggi fa la cameriera, serve ai tavoli e prende le comande. E questa è la prima volta che parla davanti a così tanta gente». Gli oltre diecimila di piazza Falcone hanno quasi fatto partire un applauso, soffocato da un rispettosissimo “shhh”. E lei: «Noi siamo fratelli, una famiglia. E Nico è il mio secondo papà». E allora l’applauso è partito, per forza.

Il resto è stato una maratona di musica (che entusiasmo e che sorprese, tra gli ospiti, per Tony Pitony e Tony Hadley degli Spandau Ballet) e di caldo torrido, con qualche problema nell’organizzazione. La temperatura è scesa sotto i trenta gradi solo appena passata la mezzanotte, l’ora in cui secondo le regole rigorose di Biella Elio e le Storie Tese hanno dovuto spegnere gli amplificatori. E in 45 degli oltre diecimila della piazza hanno dovuto chiedere aiuto al personale della Croce Rossa, con sintomi legati al troppo calore e alla poca acqua. I punti di ristoro delle associazioni (tutte non biellesi, quelle nostrane avevano esaurito il loro compito e la loro presenza venerdì in piazza Duomo) erano numerosi e variegati, dagli agnolotti allo spritz, dalla torta sbrisolona agli arancini. Ma solo i tre “sportelli” di PizzAut vendevano anche acqua e bibite. E così, stante la regola che impone una bottiglietta di mezzo litro senza tappo per spettatore, le file lunghissime hanno tagliato longitudinalmente la platea del “Concertozzo” per tutta la durata dello spettacolo. Unica alternativa, una doccia da campo seminascosta all’angolo accanto al palco, dove la gente riempiva bottigliette vuote. La pizzeria-bar di piazza Falcone, per esempio, aveva le porte aperte, ma dietro una doppia barriera di transenne, inaccessibile ai diecimila spettatori. Forse è un dettaglio da ripensare, per il prossimo “Concertozzo” nell’era dell’emergenza climatica.

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