Carcere di Biella, situazione allarmante. Il Sinappe chiede interventi immediati
Dalla carenza di agenti al sovraffollamento dei detenuti: tutte le richieste del sindacato
Lettura 1 min.Biella
Il carcere di Biella continua a restare al centro del dibattito. Il Sinappe, sindacato della polizia penitenziaria, ha spedito un nuovo comunicato stampa in cui chiede «interventi urgenti. Le condizioni di lavoro del personale sono al limite e rischiano di compromettere non solo la sicurezza degli operatori, ma l’intero sistema penitenziario.
Nel nuovo padiglione detentivo, tre soli poliziotti devono gestire quattro piani detentivi e 264 detenuti, con turni che possono protrarsi dalle 8 alle 21, in alcuni casi seguiti anche dal turno notturno. Gli stessi tre operatori devono garantire l’immissione ai passeggi, accompagnare i detenuti alle visite mediche, gestire le attività interne e assicurare tutti gli altri compiti di istituto. Una situazione che espone il personale a un carico di lavoro e a condizioni operative difficilmente sostenibili. Il carcere di Biella è classificato come istituto di primo livello superiore e dovrebbe contare su una struttura dirigenziale e di comando adeguata. La realtà è ben diversa. A fronte di una previsione che contempla un direttore, un vicedirettore, un comandante, due vicecomandanti, 34 funzionari e 37 ispettori, l’istituto si trova a operare con un direttore del penultimo corso, in missione, un comandante, tre ispettori e un solo sovrintendente».
Altro problema è quello dei detenuti, che sono «600 con una pianta organica di 175 poliziotti, in un contesto operativo caratterizzato da continue criticità e frequenti episodi di violenza» e un numero di episodi «talmente elevato da rendere difficile persino tenere il conto degli operatori coinvolti». Sono stati inoltre registrati casi di poliziotti penitenziari «che hanno lavorato 36 giorni consecutivi senza una giornata di riposo settimanale, con punte di quasi 100 ore di lavoro straordinario».
Dall’1 ottobre per altro sono iniziati i lavori per ampliare la struttura. E il Sinappe chiede «una revisione urgente della pianta organica, adeguandola alle reali esigenze operative dell’istituto». E oltre a questo il sindacato chiede « il potenziamento dei ruoli direttivi e intermedi; l’assegnazione di un numero adeguato di nuovi agenti; il riequilibrio delle risorse sottratte all’istituto e destinate ad altre sedi; misure concrete per ridurre il ricorso sistematico allo straordinario; il rispetto dei riposi e dei diritti del personale; un piano straordinario per affrontare le aggressioni e gli eventi critici; l’adeguamento degli organici in previsione dell’aumento della popolazione detenuta».
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