Lessona Doc: serata di gala per i 50 anni
Il primo disciplinare fu firmato da Giovanni Leone il 3 dicembre 1976. Per l’anniversario 11 produttori si sono riuniti sotto l’ala del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, con Comune ed Enoteca Regionale del Biellese e Serra
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Cinquant’anni di Denominazione di origine controllata e una storia vitivinicola che attraversa i secoli. Mercoledì sera i produttori di Lessona hanno celebrato l’anniversario al Circolo Bistrot di Biella attraverso un’iniziativa organizzata dalla Consulta dei produttori del Lessona, nell’ambito del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, con la collaborazione e del Comune di Lessona.dell’Enoteca Regionale del Biellese e Serra
Con un vino ciascuno, scelto come propria espressione rappresentativa da condividere con i colleghi, l’intera comunità produttiva era rappresentata da Tenute Sella, Proprietà Sperino, Colombera & Garella, Cassina Pietro, Clerico Massimo, Società Agricola Noah, Villa Guelpa, Vermena, Cappa Verzone, Manuela Cerruti e Mazzucchelli Guido.
L’incontro è stato un omaggio alla viticoltura lessonese e alle sue radici antiche, custodite per generazioni da contadini, mezzadri e famiglie rurali, e intrecciate con figure di alto profilo, tra cui Quintino Sella, Monsignor Losana, e Felice Sperino. Il riconoscimento della Doc, ha ricotdato Giuseppe Graziola, arrivò con il Decreto del Presidente della Repubblica del 3 dicembre 1976, firmato da Giovanni Leone dove il primo disciplinare individuava nel Nebbiolo, detto Spanna, il vitigno di riferimento; nel tempo è stato aggiornato, da ultimo quest’anno. Il presidente dell’Enoteca è andato a ritroso nella storia delle colline biellesi, ripercorrendo il cammino della Doc che mosse i primi passi nel 1974, ma in realtà che iniziò con buone probabilità un secolo prima con il parroco del paese che paragono il Lessona al Barbaresco per ottenerne la tutela. «Anche se le viti nel biellese potrebbero averle portate gli antichi romani nel 200 dopo Cristo» ha spiegato fra il serio e il faceto.
Ai tavoli, ovviamente, si è parlato, di colori, profumi, di maturazione dell’uva e di affinnamento in bottiglia, davanti a una verticale di etichette che partivano dal 2023 per «scendere» fino al 2013 e che accompagnavano le portate dello chef Sergio Vineis. Ma il messaggio più volte affiorato fra un calice e l’altro, nei discorsi di apertura e chiusura della serata, è stato l’invito a fare sistema, sinergia, lobby e squadra. Perché passasse la convinzione fra gli 11 produttori presenti e non solo loro, che insieme anche una piccola, storica, preziosa realtà come il Lessona Doc, può avere un miglior futuro. E la dimostrazione era seduta ai tavoli del Bistrot con un giovanissimo Lorenzo Cassina (29 anni) e un altrettanto intraprendente vignaiolo, Giacomo Colombera, poco più grande, con le idee chiare in mente.
«Ridere e brindare a volte aiuta» è stato l’incipit lanciato dal sindaco Simone Cambiè che ha sottolineato come l’anniversario possa essere non solo un traguardo ma un rinnovato punto di partenza.
Mauro Carosso, sommelier e figura di spicco sul piano della formazione e cultura del vino in Italia, ha sottolineato come il sia importante «non sedersi sugli allori e mantenere l’attenzione alla qualità e non solo sulla storia gloriosa dei personaggi e degli imprenditori del territorio che hanno brindato con il Lessona». Durante la serata sono intervenuti Paolo De Marchi (cantine Sperino), Gioachino Sella delle omonime Tenute, Elena Rocchi, consigliera regionale, Elisa Pollero, vicepresidente della Provincia di Biella.
Il percorso celebrativo proseguirà a Lessona il 5 dicembre, a pochi giorni dalla ricorrenza del decreto istitutivo, con il coinvolgimento delle scuole e di tutta la comunità.
Colombera & Garella: Dopo la laurea, a 21 anni la scommessa sui vecchi vigneti: oggi ha un’etichetta premiata
Laureato all’Università di Viticoltura ed Enologia di Alba, al timone della Consulta dei produttori di Lessona che fa capo al Consorzio di tutela dei vini dell’Alto Piemonte e titolare della vineria L’Avvelenata a Biella Piazzo, Giacomo Colombera (34 anni) con l’ad delle tenute Sella Riccardo Giovannini, ha organizzato la serata dei 50 anni del Lessona Doc. La sua passione per il vino è a 360 gradi ed è iniziata quando era giovanissimo fra le vigne di casa. «I miei genitori nel ’92 avevano acquistato la cascina Cottignano e i terreni attorno nei quali si trovavano vecchie viti che donavano splendidi grappoli di Nebbiolo, Papà ha iniziato a produrre e poi a imbottigliare. Poi, nel 2010, Cristiano Colombera ed io abbiamo immaginato un progetto che ci ha condotto, tre anni dopo, a commercializzare le prime bottiglie. Il prodotto è piaciuto e così con l’appoggio della mia famiglia, abbiamo deciso di concentrarci su questa attività con tutte le nostre uve e una vera e propria etichetta». La Colombera & Garella si trova a Masserano. Oggi dispone di 7 ettari di vigneto condivisi con i comuni di Lessona e Brusnengo. Nel 2019 è entrato in azienda anche il fratello Guglielmo, oggi trentenne. «Puntiamo a migliorare, questo sempre, e ora vorrei investire sull’accoglienza. Per adesso il mio futuro lo vedo qui».
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