L’ultimo saluto all’imprenditore Maurizio Ormezzano
Aveva 91 anni; fu tra i fondatori dell’Uomo e l’Arte del Premio Biella Incisione e fra i sette padri del salone tessile IdeaBiella
Lettura 1 min.Era l’espressione dell’imprenditore biellese dello scorso secolo: abito grigio, understatement, fare gentile e pacato e tuttavia un senso spiccato di raffinata ironia per la battuta pronta. Maurizio Ormezzano, 91 anni, è morto l’altra notte. Golfista storico, fra i primi giocatori delle Betulle a Magnano, era un appassionato di arte, interesse che gli era stato trasmesso dal padre Mario, già collezionista a sua volta. L’imprenditore era fra i fondatori dell’Uomo e l’Arte, associazione fondata con Cesare Penna e Piero Foscale nel 1956. Il sodalizio radunava giornalisti, scultori e pittori biellesi ed estimatori di un mondo, in quell’epoca assai vivace, che contava sulla presenza di Armando Santi, Pippo Pozzi, Celso Tempia e Guido Mosca per citarne alcuni.
La stessa passione lo aveva visto protagonista nel Premio Biella Incisione, sostenuto dall’Unione industriale, di cui fu il primo segretario con Aldo Zegna.
Fu lui, antesignano nel Biellese, a introdurre un logo per la sua azienda: un albero di mele rosse che era segno distintivo dell’antico stemma di famiglia. L’idea venne sviluppata ulteriormente attraverso dei gadget smontabili, quando ancora la parola non era di uso comune, fatti realizzare da LegnoMagia e omaggiati ai clienti. Fu inoltre fa i 7 fondatori di IdeaBiella salone dedicato, al suo esordio, ai tessuti maschili di alta gamma e oggi diventato punto di riferimento internazionale del settore non solo biellese.
Il lanificio, avviato nel 1924 da Mario e Carlo, vide poi entrare al timone il «dottor Maurizio», laureato in economia e commercio a Torino. Da subito il suo obiettivo fu quello di innovare la lavorazione della lana pettinata, poi negli Anni 70 decise di affiancare alla produzione di flanella, tweed e stoffe in fibre pregiate anche i tessuti in lino e cotone di alta qualità. Alla fine degli Anni 90, a Mosso Santa Maria, entrava in azienda la terza generazione, Alessandra e il cugino Massimo, figlio di Sandro Ormezzano. Il marchio con l’albero di mele era noto a livello internazionale nel settore del bespoke e della sartoria maschile di lusso, tuttavia la crisi del tessile ha portato l’azienda ad attraversare riorganizzazioni societarie, tra cui il passaggio a nuove realtà imprenditoriali, per poi venire chiusa tra il 2015 e il 2016.
Venerdì mattina il saluto a Mosso Santa Maria alle 11, e poi Ormezzano verrà tumulato nella tomba di famiglia del paese.
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