Metalmeccanici: più vicino il rinnovo del contratto per 2mila addetti

Sindacato.Una trattativa durata 17 mesi, che ha comportato anche l’organizzazione di manifestazioni e 40 ore di scioperi

È vicino il rinnovo del contratto per circa 2 mila lavoratori metalmeccanici nel Biellese.

La Fiom-Cgil sta incontrato molti lavoratori e lavoratrici nelle aziende, ai quali è stata sottoposta la bozza di ipotesi di accordo tra le parti.

Spiega Filippo Porcari, segretario dei metalmeccanici del sindacato di via Lamarmora: «Si tratta di un contratto, come da tutti sottolineato, arrivato dopo 17 mesi di trattativa e di lotte, come non si vedevano da oltre 20 anni, con 40 ore di scioperi e con manifestazioni per ottenere il rinnovo.

Solo grazie alla partecipazione alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori, Fim, Fiom, Uilm sono riusciti a portare a casa un importante risultato che aumenta il salario e rafforza tutele e diritti.

L’ipotesi di contratto interessa oltre 1.7 milioni di metalmeccanici in tutto il Paese e ha definito un aumento sui minimi di 205 euro al livello C3, oltre l’Ipca-Nei (al netto degli energetici importati), con il mantenimento della clausola di salvaguardia nei casi di una impennata inflattiva. In sostanza sul piano salariale si definiscono aumenti contrattuali complessivi pari al 9,64 per cento a fronte di una inflazione Ipca Nei prevista al 7,20 per cento nei prossimi 3 anni.

Con il nuovo contratto aumenta anche la quota dei flexible benefits a 250 euro oltre ad importanti e significativi miglioramenti sulla parte normativa a partire dalle norme di contrasto alla precarietà, al rafforzamento degli Rls e alla salute e sicurezza, alla parità di genere, alla fruizione dei permessi e dei congedi parentali oltre che del trattamento di malattia e ad una maggiore partecipazione dei lavoratori.

Adesso» conclude il sindacalista di Fiom Cgil «la parola passa ai lavoratori e alle lavoratrici, con una campagna di assemblee nelle fabbriche metalmeccaniche di tutto il territorio, che culminerà con la consultazione e il voto certificato tramite referendum nelle assemblee dei lavoratori».

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