Milano Unica, il bilancio: sempre più buyer internazionali

Si è conclusa giovedì la 43ª edizione del salone del tessile alla Fiera di Milano Rho

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Milano Unica ha chiuso i battenti giovedì 9 luglio (dopo tre giorni) con la conferma delle presenze di buyer internazionali e un lieve calo di quelli italiani, dovuto anche ai disagi dei trasporti. A manifestazione chiusa spiccano le presenze di aziende targate Francia (+25%), Usa (+8%), Gran Bretagna (+10%), Giappone (+14%) e Corea (+22%) mentre Cina e Germania restano stabili. Per la prima volta, inoltre, la partecipazione internazionale ha sfiorato il 50 per cento del totale. Un risultato che va a sommarsi agli ottimi numeri di partenza: 737 adesioni, 604 espositori presenti nei Saloni di Ideabiella, Moda In e Shirt Avenue, tra cui (a fianco delle 460 presenze italiane) ha spiccato la significativa crescita (+15,2%) di espositori europei. La 43ª edizione ha confermato come la competitività del comparto tessile e accessori europeo, continui a fondarsi sulla capacità di coniugare qualità, ricerca, innovazione e cultura manifatturiera. In un contesto internazionale ancora caratterizzato da elementi di complessità, Milano Unica ha offerto alle imprese non soltanto un luogo di business, ma uno spazio di confronto, relazioni e crescita, nel quale domanda e offerta hanno trovato un terreno comune di sviluppo. La cerimonia inaugurale, dedicata al tema “Dalle radici al futuro: il percorso dell’innovazione nel tessile e nella moda”, ha rappresentato la chiave di lettura dell’intera manifestazione, evidenziando come il comparto del Tessile Moda trovi la propria forza nella capacità di valorizzare competenze, conoscenze e coniugare tradizione e innovazione. «Le aziende del settore continuano a puntare su qualità, prodotto e responsabilità, ma è fondamentale rivolgersi alle nuove generazioni e investire nelle nuove tecnologie» ha spiegato il presidente Simone Canclini durante il suo discorso di apertura. «La strategia è quella dei piccoli miglioramenti continui che devono essere accompagnati dal sostegno alle startup capaci di rilanciare il sistema. Il comparto ne ha già incubate oltre 50: per questo è necessario investire sempre di più in formazione e innovazione, valorizzando competenze costruite in anni di esperienza. Il settore della moda italiana è leader nella sostenibilità: eccelle nel risparmio idrico ed energetico e, soprattutto, nel riciclo dei materiali. Quando saranno disponibili i fondi Epr sarà finalmente possibile dare nuovo slancio al comparto».
Canclini commenta poi l’esito della 43ª edizione: «I risultati rappresentano un consolidamento importante, ma ancora più importante è il messaggio che emerge da questi tre giorni: la manifattura europea continua a essere un punto di riferimento. Milano Unica cresce perché cresce insieme alle imprese che ogni giorno affrontano con coraggio le sfide dei mercati internazionali. Il nostro compito è continuare a offrire loro una piattaforma capace di generare relazioni e opportunità di sviluppo, a partire dal tema strategico della sostenibilità, sulla quale, in alleanza tra imprese e istituzioni, risulta non più rinviabile la realizzazione di una filiera del riciclo». Nel corso delle tre giornate si sono susseguiti incontri, approfondimenti e momenti di scambio, che hanno coinvolto espositori, buyer, istituzioni, stampa e operatori provenienti dai principali mercati internazionali.

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