Previsioni occupazionali: a ottobre 1050 contratti nel Biellese

6.070 le entrate previste nell’Alto Piemonte secondo il Sistema di monitoraggio Excelsior, 10 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

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Sono 6.070 i contratti programmati dalle imprese delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli per il mese di ottobre 2026.

Tratti comuni alle quattro realtà del territorio sono l’alta percentuale, superiore al 72 per cento delle entrate previste, di contratti a termine, la domanda di occupazione espressa da un numero relativamente basso di imprese sul totale, una difficoltà di reperimento che oscilla tra il 38,9 e il 46,5 per cento delle entrate previste e una richiesta di esperienza professionale specifica o quantomeno nello stesso settore, che caratterizza in misura prevalente la domanda di lavoro .

Ferme restando le diverse vocazioni economiche dei territori, in linea generale, sono i settori del commercio, dei servizi di alloggio e ristorazione e dei servizi alle persone a esprimere una parte consistente della domanda di lavoro nelle province dell’Alto Piemonte.

Queste alcune delle indicazioni che emergono dal Bollettino mensile del Sistema di monitoraggio per l’occupazione e la formazione Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea ed elaborate dal Servizio Studi della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.

Per quanto riguarda il territorio biellese, le entrate programmate a ottobre 2026 sono 1.050 (+110 rispetto al 2025); nel 28 per cento dei casi saranno stabili, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, per il 72 per cento saranno a termine. Si concentreranno per il 59,6 per cento nel settore dei servizi e per il 63 per cento nelle imprese con meno di 50 dipendenti.

16 posti su 100 saranno destinati a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (17 per cento).

In 46 casi su 100 le imprese prevedono difficoltà di reperimento dei profili desiderati.

L’11,4 per cento delle entrate sarà destinato a personale in possesso di un titolo terziario (laurea o Its), mentre una quota del 31,5 riguarderà giovani con meno di 30 anni.

Le entrate previste riguarderanno per il 19 per cento il settore delle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature, per il 17 i servizi di alloggio e ristorazione, per il 15 il commercio e infine per il 49 per cento gli altri settori.

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