Dai, diciamolo. La rimpiangiamo un po’. Di questi tempi l’anno scorso avevamo imparato a memoria l’area pedonale e cominciavamo a strabuzzare gli occhi in mezzo a una via Italia forse mai così tanto affollata neppure ai leggendari tempi delle vasche del sabato pomeriggio.
L’Adunata degli alpini da oggi invaderà Genova, che sembra averla accolta con qualche timore reverenziale e qualche accesa polemica (tra scritte d’accusa e guai alla viabilità), nonostante un’esperienza ben superiore alla nostra. Guardare le penne nere sarà nel weekend il più bell’esercizio per noi per ricordare un evento che ha trasformato la nostra città in qualcosa di cui non ci pensavamo capaci. Così il venerdì-sabato-domenica di Genova è da invidia e, per una volta, non per il mare. E in un sol colpo ci farà ritornare alla mente le emozioni e l’adrenalina di strade chiuse, vie affollate, balli, canti e brindisi in un “tutti contenti” mai visto da queste parti. Quasi da spenderci qualche lacrima, leggera come quella pioggerella che un anno fa aveva chiuso la sera della sfilata. E allora, buona Adunata Genova. Ma, mi raccomando, impegnati, lontana da polemiche, da tende sgomberate e barattoli lanciati. Perché non solo noi, ma anche gli alpini hanno ancora in mente il grande spettacolo di dodici mesi fa. Per una volta di Biella.
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