Tumore della prostata: dalla biopsia liquida la possibilità di una diagnosi meno invasiva
La ricerca è nata dalla collaborazione tra i reparti di Urologia e di Radiologia di Biella, il laboratorio di genomica della Fondazione Tempia e la Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania
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Biella
C’è un importante risultato nel campo della ricerca medica raggiunto da Biella: riguarda la biopsia liquida, che ha l’obiettivo di ricavare informazioni sulla malattia da campioni facili da ottenere, come il sangue o le urine, senza procedure invasive per il paziente.
Ha firma biellese infatti lo studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale The Journal of Liquid Biopsy, organo ufficiale della Società internazionale di biopsia liquida. La ricerca è il risultato della collaborazione tra la strutturadi Urologia dell’ospedale di Biella, diretta da Stefano Zaramella, il reparto di Radiologia dell’Asl, diretto da Valeria Malfitana, il laboratorio di genomica della Fondazione Edo ed Elvo Tempia, coordinato da Giovanna Chiorino, e la Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania, negli Stati Uniti.
Al centro dello studio c’è il microbioma urinario, ovvero l’insieme dei microrganismi presenti nelle vie urinarie: oggi è oggetto di crescente interesse scientifico il suo possibile legame con il tumore della prostata.
Per la prima volta in questo ambito è stata utilizzata una tecnologia in grado di rilevare in un’unica analisi le tracce genetiche di migliaia di batteri, virus, funghi e parassiti. Il gruppo di lavoro ha messo a punto un protocollo semplice e ripetibile, che richiede soltanto una piccola quantità di urina del mattino raccolta dal paziente stesso, senza procedure invasive.
Sono stati finora coinvolti 35 uomini che si sospetta abbiano un tumore alla prostata, così come emerso dalla risonanza magnetica, seguiti prima della biopsia, che in 19 casi ha poi confermato la diagnosi.
Lo studio, inserito in un più ampio programma di ricerca coordinato dal laboratorio di genomica della Fondazione Tempia, proseguirà anche grazie al contributo del Clinical Trial Center dell’Asl, impegnato nella raccolta dei dati, nella verifica della loro accuratezza e nella gestione degli aspetti regolatori. Testimonia inoltre il consolidarsi della collaborazione tra i due enti, che potrà portare ulteriori risultati scientifici.
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