Sport biellese in lutto per la scomparsa di coach Massimo De Troia
Basket - Venerdì il funerale in cattedrale. Il ricordo amorevole del fratello Maurizio
Lettura 1 min.Il mondo sportivo è in particolare cestistico biellese è in lutto per la morte di Massimo De Troia, per tutti “Mamo”, una vita vissuta coltivando la passione per la palla a spicchi, prima da giocatore, poi da allenatore e dirigente dividendosi tra Biella, Cossato e Ivrea, sia nel settore maschile sia femminile, tre luoghi dove ha lasciato il cuore e indelebili ricordi. Se n’è andato dopo una lunga malattia che l’ha portato via dall’affetto dei suoi cari a 68 anni.
In tanti venerdì 18 settembre hanno partecipato commossi al funerale nella cattedrale di Biella, moltissimi amici che con lui hanno condiviso gioie ed emozioni accanto a una palla a spicchi.
(Foto di Facebook Maurizio De Troia)
Tra i ricordi più commoventi c’è senza dubbio quello del fratello Maurizio, storico edicolante di Pollone, come Massimo, amante della pallacanestro.
Un ricordo che ha voluto rendere pubblico sulla propria pagina facebook: «Ciao Mamo, è così che ho incominciato a chiamarti perchè non riuscivo a dire Massimo. Queste poche foto scelte in fretta descrivono la nostra infanzia e la successiva crescita. Abbiamo condiviso tantissime esperienze all’oratorio di San Biagio, dal calcio al tennis tavolo, fino a scoprire quasi per caso la nostra passione più grande, la pallacanestro. Uno sport al quale abbiamo dato tanto, ma che ci ha regalato grandi emozioni e indimenticabili avventure, prima da giocatori, poi da allenatori e dirigenti. Nel basket e non solo abbiamo coltivato grandi amicizie che ancora oggi ci sono vicine e che lo sono state per darti l’ultimo saluto. Che belli gli anni della nostra gioventù, con ricordi anche qui indelebili legati a un altra tua grande passione, quella di fare i dj: per anni ti ha reso un vero animatore al Disco Club di Occhieppo e a Radio Piemonte. Sei stato un gran lavoratore, ma anche marito e padre amorevole: i 44 anni di matrimonio appena festeggiati lo dimostrano e sono stati la consacrazione di una solida famiglia. Avrei ancora tanto da scrivere ma la tastiera è bagnata dalle mie lacrime. Mi mancherai come l’aria che respiro e non dimenticherò mai che tu ci sei sempre stato per me, anche quando la malattia non ti dava tregua. Per sempre tuo fratello “Gagno” come da piccolo mi chiamavi».
Tanti i legami coltivati nella sua vita sportiva, tra quelli più significativi l’amicizia fraterna con Martino Coda Zabetta, un ragazzo e uomo speciale che gli è stato molto vicino nei primi anni della malattia.
Una vicinanza ricambiata da De Troia quando ad ammalarsi è stato il più giovane Martino, mancato lo scorso anno.
Massimo De Troia lascia la moglie Mara, il figlio Andrea con Lorenzo, il fratello Maurizio con Maria Rosa e il figlio Simone, la suocera Olga, i nipoti Francesca con Mirko e il piccolo Noah, Alessandro, le cognate Carla con Ergo e Annamaria con Enrico, oltre a tantissimi amici che l’hanno conosciuto e apprezzato durante la sua vita.
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