È nato a Biella il primo bimbo
con l’utilizzo del sacchetto
A differenza della ventosa, il dispositivo Odon garantisce un parto più delicato, sfruttando una guaina morbida
È nato a Biella il primo bambino con l’utilizzo del “sacchetto”, denominato Odon device: è una tecnica innovativa che supporta con delicatezza la fase finale del parto. Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Asl di Biella, diretto da Bianca Masturzo, è uno dei quattro centri selezionati in Italia per l’impiego di questo nuovo strumento, insieme all’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, al Policlinico universitario Gemelli e alla clinica Mangiagalli di Milano.
Biella è stata scelta per merito dei dati pubblicati da Agenas, l’agenzia del ministero della Salute, che avevano confermato i risultati di rilievo nazionale in termini di qualità dell’assistenza ostetrica durante il parto.
Commenta il direttore generale dell’Asl Mario Sanò: «Negli ultimi anni l’Ostetricia e Ginecologia è stata riconosciuta come centro di riferimento per la buona pratica ostetrica, per il contenimento dei tagli cesarei e per incidenza molto bassa di ipossia fetale al parto, con percentuali inferiori alla media nazionale». L’ospedale rientra quindi tra i centri pionieri in Italia nell’utilizzo dell’Odon device, un dispositivo all’avanguardia progettato per assistere il parto quando, nelle fasi finali del travaglio, è necessario aiutare la nascita del bambino. L’applicazione dello strumento rappresenta la prima esperienza in un punto nascita di primo livello in Italia, e segna un importante passo avanti nell’innovazione dell’assistenza ostetrica.
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